ANDREA BENETTI AL LXI PREMIO MICHETTI
Le opere di Andrea Benetti alla LXI edizione del Premio Michetti
Andrea Benetti ha partecipato con le sue opere, alla 61esima edizione del Premio Michetti.
La prestigiosa e longeva rassegna d'arte contemporanea (nata nel 1947) è stata inaugurata il 24 luglio 2010 e resta aperta fino al 31 agosto 2010
Museo Michetti - Palazzo San Domenico - Francavilla al mare (CH) - Italia
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DAL CATALOGO DEL LXI PREMIO MICHETTI (EDIZIONE VALLECCHI)
Il lavoro pittorico di Andrea Benetti parte dalla constatazione dell'infranta armonia, della primigenia e ormai interrotta integrazione, tra uomo e natura.
Sussisteva, certo, in antico, un timore panico nei confronti della Grande Madre; ma anche quando "la natura non rappresentava una minaccia, l'uomo la rispettava, con il rispetto che si deve ad una divinità".
L'uomo moderno -- scrive sempre l'artista -- ha "distrutto un incantesimo e profanato la sacralità della natura e della vita".
Questa diagnosi è oggi ampiamente condivisa, ma essa non deve restare puramente teorica, consegnata ad una disposizione astratta e inerte.
A cominciare dall'arte: è necessario, sostiene Benetti, recuperare le valenze linguistiche primigenie dell'operare estetico, in particolare dell'espressività rupestre.
Opere come Mulini a vento, Percorsi, Incontro fortunato (tutti 2009) -- dipinti, che tuttavia, con i loro aggetti, attingono ad una pur ridotta tridimensionalità -- intendono interpretare, nella vivace cromia e nella marcata scansione costruttiva, la sintesi formale e l'icasticità espressiva di quella primordiale per certi versi insuperata civiltà figurale.
Un'arte capace di "simbolicamente ripartire dalle proprie origini", senza peraltro smarrire (né sarebbe, in fondo, d'altronde possibile) la coscienza di quanto è nel frattempo avvenuto.
Carlo Fabrizio Carli
Critico e storico dell'arte
Curatore del Premio Michetti
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LA PITTURA NEORUPESTRE
C'era, molto tempo fa, agli inizi del secolo scorso, un gruppetto di artisti che, standosene a Parigi, rifondava l'arte occidentale scoprendone radici e motivi di rivoluzione anche nell'arte primitiva, africana... Picasso, Modigliani e i loro amici. Gran momento, ma s'erano dimenticati i sapori, gli odori di quell'arte. Tentar di capirla senza conoscerne le valenze quinquo-sensoriali e limitarsi al visibile era d'un bel po' riduttivo. Andrea Benetti, un austero europeo ci ha messo naso, papille gustative ed arte. Il Padano Benetti ha dell'Europa le miglior qualità: continente piccolo, ma in grado di recepire, vivere, elaborare il mondo, riraccontarlo, anche con molta ironia. Benetti affronta, giocoso e senza remore, senza preoccuparsi da quanto tempo esista il tempo e cos'abbia il tempo detto e...produce torte! Pasticciere da muro, attento ad attaccare miscele estreme di caffè e cacao col vinile alle tele racconta, non da graffitaro, ma da rupestre, che la più gran meraviglia non è cacciare il bisonte ma rifarne uno con gli stampini da cioccolato primitivo contemporaneo, pasticciere, maestro dell'arte, sorriso in un andarivieni di austeri pasticcioni.
Umberto Zampini
Curatore e Critico d'arte
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